James Cotton



"Among the greats of all time, he blazes on harp with brilliant virtuosity."
Rolling Stones

Definito “the greatest living blues harmonica player” dal New York Daily News, James “Mr Superharp” Cotton è un gigante del blues in ogni aspetto. Vincitore di numerosi Grammy Awards e con alle spalle ben 30 album da solista, incluso due grandi lavori per Alligator nel 1980 e l’acclamato Harp Attack! (1990) con Junior Wells, Carey Bell e Billy Branch, questo grande artista, dall’infuocato sound e dalla grande personalità, ha appena celebrato, nel 2010, ben 66 anni di carriera musicale (ha iniziato a suonare all’età di 9 anni) attraverso la quale sembra abbia ormai fatto di tutto.
Ancora ragazzino impara a suonare l’armonica direttamente da Sonny Boy Williamson, intraprende una tournee con Howlin’ Wolf, registra per la Sun Records e trascorre ben 12 anni con Muddy Waters prima di percorrere la sua strada. Alla guida della sua band ha cavalcato le scene rock e blues, suonando senza interruzioni in tutto il mondo e guadagnandosi la reputazione di uno dei più potenti live blues performers of the world.

Cotton è uno dei pochi bluesman ad avere il potere di, letteralmente, tirare fuori l’anima dalla sua armonica, questo è evidente nel suo ultimo Cd Giant (Alligator Records) che è  una potente esplosione di uno sfacciato boogie blues. Prodotto da Cotton, Jacklyn Hairston e Derek O’Brein e, registrato da Stuart Sullivan al Wire Recording di Austin – Texas,
Giant è composto da dodici tracce, quattro brani originali e otto pezzi di famosi artisti quali Muddy Waters, B.B. King, Ivory Joe Hunter…
Attraverso la sua carriera ha sempre avuto al suo fianco grandi band e i musicisti di questo lavoro non sono da meno, con i chitarristi e vocalist Slam Allen e Tom Holland, il bassista Noel Neal e il batterista Kenny Neal Jr. “Giant” non è solo un promemoria della leggendaria presenza di Cotton ma è un vibrante, energico album prodotto da uno dei più veritieri maestri del blues.

Nato il 1 luglio 1935 a Tunica, Mississippi, e cresciuto nelle piantagioni di cotone, il più giovane di otto fratelli e sorelle riceve la sua prima armonica per Natale e, quasi immediatamente, impara a suonarla ascoltando alla radio le note di Sonny Boy Williamson e imparando ad imitarlo nota per nota. Nel 1944, dopo la morte dei suoi genitori, lo zio decide di portarlo ad incontrare il suo mito ad Helena e Sonny, incantato dal talento di questo ragazzino di soli 9 anni decide di prenderlo sotto le sue ali portandolo con sé a suonare nei juke joints locali; troppo giovane per poter entrare nei club spesso si ritrova a suonare fuori per delle mance, qualche volta facendo concorrenza allo stesso Sonny.

Quando Williamson lascia Milwaukee nel 1950, James, ormai 15enne, prende il suo posto a capo della Sonny Boy’s band e, anche se solo per pochi concerti, prova l’esperienza di essere un band leader; successivamente si unisce alla Howlin’ Wolf’s band viaggiando per tutto il Sud dell’America, imparando tutto da Wolf e cominciando a pensare ad un progetto tutto suo. Nel 1952 si trasferisce a Memphis esibendosi nei locali, juke joints e club e, con il batterista Willie Nix, partecipando ad un programma radiofonico sponsorizzato dalla Hart’s Bread.

L’anno successivo riceve una proposta da Sam Phillips, proprietario dalla Sun Records, con la quale realizza ben quattro album tra il 1953 e 1954 incluso il classico “Cotton Crop Blues”. Muddy Waters arrivato a Memphis senza Junior Wells, il suo armonicista, e ben informato sulle qualità e la reputazione di Cotton, gli chiede di unirsi alla sua band così James si trasferisce a Chicago con lui per lavorare in studio registrando molti dei suoi classici incluso “She’s 19 years old”, “Close to you” e “G
ot my mojo working” dove possiamo ascoltare la definitiva versione nell’ LP “Muddy Waters at Newport”.

Ma è nel 1966 che inizia la sua carriera da solista: realizza numerosi album sotto le etichette Chicago / The Blues / Today! / Vanguard e, accanto a Otis Spann The Blues Never Die! per la Prestige. Ma i suoi primi album da solista (tre per la Verve e uno per la Vanguard) sono già stati pubblicati verso la fine degli anni ’60, con musicisti di grande fama incluso il chitarrista Luther Tucker  e i batteristi Sam Lay e Francis Clay.
Con il sound e un’intrepida boogie band non passa molto tempo prima che venga “adottato” dal pubblico hippie (in grande espansione in quel periodo) come uno di loro; divide lo stage con Janis Joplin, The Greatful Dead, Led Zeppelin, B.B. King, Santana, Steve Miller, Freddy King e molti altri e nel 1969 appare al “Playboy after dark” famoso programma televisivo di Hugh Hefner.

Cotton è ormai universalmente noto come uno dei più popolari artisti live blues degli anni ‘70, le se acrobazie da bravo showman (spesso si esibisce in capriole e altro durante gli spettacoli) e il suono della sua armonica attirano le richieste da ogni parte degli USA.
Si esibisce al Fillmore East di New York e al Fillmore West di San Francisco, nonché nei più rinomati locali rock e blues e, durante i 10 anni successivi, realizza tre album per Buddah e uno per la Capitol, si riunisce a Muddy Waters per una serie di album prodotti da Johnny Winter partendo da “Hard Again” nel 1977, ed è ospite in un lavoro di Koko Taylor nonché per molti altri artisti oltre a poter contare sulla presenza, in alcuni suoi lavori, di star come Todd Rundgren, Steve Miller e Johnny Winter.

Nel 1984 firma con Alligator Records producendo High Compression e Live from Chicago: Mr Superharp Himself!!! con il quale vince il primo di quattro Grammy nomination. Nel 1990, con i colleghi armonicisti di Chicago realizza Harp Attack!, vince un Grammy Award nel 1996 per l’album Verve mentre Deep in the Blues viene introdotto nella Blues Hall of Fame del 2006 e ha l’onore di venire inserito nella collezione di armonicisti del Smithsonian Institution.

Durante il 2000 la sua incessante attività live e in studio continua implacabilmente, attraverso club, music hall e festival in tutto il mondo, elettrizzando il pubblico in ogni luogo e, ad oggi, niente si è fermato ma continua ad esibirsi on the road con la sua band

Giant riconferma di nuovo che l’armonica di James Cotton è una vera forza della natura, come dice The San Francisco ExaminerJames Cotton è una inimitabile leggenda blues, il lamento della sua armonica è impressionante e le sue improvvisazioni blues sono ricche di divertimento e buon umore. Il blues non poteva chiedere di meglio.”

A giugno del 2010 Cotton ha l’onore di esibirsi al Lincoln Center di New York con i suoi amici Hubert Sumlin, Pinetop Perkins, Taj Mahal e Shemekia Copeland rendendo omaggio a grandi star in un concerto fenomenale dove, anche stavolta si esibisce davanti a numerosi fans che lo acclamano come “Mr Superharp”, indiscusso gigante del blues
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sito ufficiale: www.jamescottonsuperharp.com/


Discografia

f trasparente CUT YOU LOOSE! (1966)
Vanguard

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COTTON IN YOUR EARS (1967)
Verve Records




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PURE COTTON (1968)
Verve Records





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100% COTTON (1974)
Buddah Records




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HIGH ENERGY (1975)
Buddah Blues




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TAKING CARE OF BUSINESS (1970)
Capital Blues




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HIGH COMPRESSION (1990)
Alligator Records


Uno dei migliori album blues contemporanei.
Caratterizzato dalla particolare formattazione: metà set colloca Cotton in una formazione tradizionale con il chitarrista Magic Slim, il pianista Pinetop Perkins e una solida sezione ritmica; mentre dall'altro lato ritroviamo una combinazione contemporanea con il chitarrista Michael Coleman e una sezione fiati.



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LIVE
with Matt "Guitar" Murphy and Luther Tucker

Anthones Records




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TAKE ME BACK (1987)
Blind Pig Records


Nominato come Best traditional Blues album questo lavoro è un ritorno alle origini dove James di esibisce in brani dei suoi artisti favoriti. Accompagnato dai chitarristi
Sammy Lawhorn e John Primer e dal grande pianista Pinetop Perkins, Cotton si esibisce in brani di Little Walter "My Babe," Jimmy Reed "Take Out Some Insurance" e "Honest I Do," e Muddy Waters "Clouds in My Heart."



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MIGHTY LONG TIME (1991)
Anthone's Records




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LIVING THE BLUES (1994)
Verve Records




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BEST OF THE VERVE YEARS (1995)
Verve Records




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DEEP IN THE BLUES(1996)
with Joe Luis Walker and Charlie Haden
Verve Records


Vincitore di un Grammy Award come "Best Traditional Blues Album" nel 1997 è un'affascinante Jam session tra James Cotton, Joe Louis Walker e il bassista Charlie Haden. Il trio viaggia attraverso classici blues scritti da Muddy Waters, Percy Mayfield e Sonny Boy Williamson e pezzi originali di Walker e Cotton. Il sound è confidenziale e crudo, qualcosa di inusuale per  Cotton.




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SEEMS LIKE YESTERDAY(1998)
Justin Time Records




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LATE NIGHT BLUES
LIVE AT THE NEW PENELOPE CAFE 1967
(1998)
Justin Time Records




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BEST OF THE VANGUARD YEARS (1999)
Vanguard Records




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FIRE DOWN UNDER THE HILL (2000)
Telarc Records




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35th ANNIVERSARY JAM(2002)
Telarc Records


Attorno al 1966 Cotton lascia la Muddy Water Band per formare la propria e questo Cd è stato realizzato per festeggiare questo evento.



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BABY, DON'T YOU TEAR MY CLOTHES(2004)
Telarc Records




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BREAKIN' IT UP & BREAKIN' IT DOWN (2007)
Sony BMG


Una registrazione antecende realizzata per promuover il tour di Muddy Waters "Hard Again"; a causa di problemi legali ci sono voluti 30 anni perchè questa fantastica registrazione Live fosse disponibile.
Muddy Waters - guitar/ vocal
James Cotton - harp / vocal
Johnny Winter - guitar / vocal
Pinetop Perkins - piano
Bob Margolin - guitar
Charles Calmese - bass
Willie "Big Eyes" Smith - drums


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GIANT (2010)
Alligator Records



Grammy Award Nomination!

 
COTTON MOUTH MAN (2013)
Alligator Records



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