Roland Tchakountè



Robert Pete Williams, uno dei più grandi poeti blues Afro-americani, durante la sua vita relegato nei campi della Louisiana a lavorare, descrive la sua arte come “air music”: “Il suono dell’atmosfera, il tempo cambiano il mio stile. L’atmosfera quando soffia il vento, trasporta con sé la musica.”  E la musica di Roland, è dotata della stessa atmosferica ariosità che raggiunge l’universale.

Nato in Cameron, ma cittadino del mondo nel cuore, Roland nel suo nuovo album crea un ponte che collega il blues all’Africa. Come nel caso dei suo precedenti lavori, Nguémé & Smiling Blues si avvale di due idiomi per descrivere i punti di forza e debolezza del suo nativo Continente: bamiléké, la sua lingua madre e, le tristi noti che hanno cambiato il suo destino per sempre, dal suo primo ascolto di John Lee Hooker. “Ascoltarlo è stato rivelatorio. All’inizio ho pensato fosse un artista africano che avesse americanizzato il suo nome. La spontaneità, l’apparente mancanza di struttura, l’incendiaria e pura energia, l’integrità, hanno cambiato la mia intera percezione della musica e ho capito all’istante che direzione volevo dare alla mia musica.”

Nguémé, sinonimo in camerunese di difficoltà, che dà il titolo al cd, è un chiaro segno della sua considerazione per la sofferenza del mondo: “Sono sempre stato moralmente colpito dall’oppressione e dagli oppressi, questo progetto è una lettera aperta a questa questione, un modo di dare agli opppressi la forza di rialzarsi e tenere la testa alta.” Con questo rispetto
Roland rimane fedele allo spirito catartico del blues, mantenendo la tradizione blues afro-americana la sua musica si accorda con la tristezza e il dolore come quasi a trascenderne.

I 13 brani originali non si accordano esclusivamente con la tristezza (“Melena,” “Misery”) e l’amore non corrisposto (“Meden Mbibou,” “Oulen Nefa Fide”) ma, celebrano anche i momenti che danno un pieno significato alle nostre vite (“Nju Bwoh Man,” “Tchuite Blues,” “Noum Seou”) e lodi all’Africa. in un modo che raramente è stato fatto dagli occidentali. “Chubata Africa,” il brano di apertura è un perfetto esempio dell’orgogliosa visione di Roland di un continente che ha dato al mondo degli eccezionali eroi come Nelson Mandela, il leader dell’indipendenza del Ghana, Kwame Nkrumah, Thomas Sankara di Burkina e il famoso antropologo Cheikh Anta Diop il cui lavoro pioneristico ha portato alla luce le origini africane dell’antica Grecia.

Roland visualizza Nguémé & Smiling Blues con energia e positività.
Fortemente ispirato dall’atmosfera fiammeggiante dell’elettrica scuola del blues di Chicago e sostenuto dall’ardente chitarra di Mike Ravassat e dalle tastiere di Damien Cornelis, della Malted Milk band, questo album è un altro inno alla sua originalità.

Potente cantante nella tradizione di Taj  Mahal, Roland è uno dei pochi creatori che ha costruito con successo un ponte tra Africa e l’ultima forma arte dei neri americani, il blues.

Nju Bwoh Man,” con la sua emozionante atmosfera impreziosita del maestoso coro è un esempio chiaro del risultato; specialmente quando vieni a sapere che nju bwoh man, in bamiléké significa “Life is beautiful.

sito ufficiale:www.roland-tchakounte.com/


Line-up:
Roland Tchakountè -
lead vocal, acoustic guitar
Mike Ravassant - electric guitar, background vocals
Damien Cornelis - keyboards. background vocals


Dicono di lui

The blues as it should be played..delicate, intimate, personal. Roland Tchakounte, a very personable blues man from Cameroon, encompasses both the despair and hope, promise in his soul-wrenching music.
The words are in his native language but the meaning pervades his sounds. He artfully blends both bass and sharp notes to make one feel theessence of his music. A very fine musician who fell under the influence of John Lee Hooker, Roland conveys his life experiences through his music. Warm,melodious, foot-stomping, he directly caresses his guitar strings in a masterful variation of colors. The tone of his voice makes a perfect marriage with his gripping guitar playing.
Surrounded by two other compelling musicians on guitar and percussion, Roland played to an extremely appreciative audience that made for a memorable evening. If you are a blues fan, this man is an absolute must because his guitar and voice interpretations leave one feeling very moved, introspective yet happy. I highly recommend this musician.
Alans COHEN


If you thought you have listened to everything already, you haven’t listened to Roland Tchakounté, native from Cameroon, Parisian by adoption and an exceptional artist. He is one of the few who knows how to perfectly merge his African roots with his Blues inspirations and his very own singularity : an entire repertoire in Bamiléké, his native dialect. Music is his way to express how he feels for the African Continent’s neglect and his desire to make the human race a family, without race or color distinctions.
Steph JUME


Taking giant steps along a path traveled before by Ali Farka Touré, John Lee Hooker (USA), Youssou N’Dour, Boubakar Traoré or Corey Harris, Roland Tchakounté is one of those great modern African artists who travel extensively throughout the world of music, with extended stopovers in Bluesland. Acclaimed in Paris, Memphis, Chicago (next to Buddy Guy), in Canada and even in Japan, this Parisian by adoption sends the Blues back to its origins.
Nadi CROCES



Discografia


f

 


ABA NGO
(2005)



f
 

WAKA
(2008)


f

BLUES MENESSEN (2011)


f
 

NDONI (2012)



 
NGUEME & SMILING BLUES(2015)


scarica
trasp
Ascolta il brano in Mp3!